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aMorkyo

Chi sono

Anna Morchio

Comburente.

In una riga. Designer della comunicazione visiva, insegnante, fondatrice di Atelier Doidè. Lavoro sull’accesso alla genialità e sulla meraviglia che lo apre.

Sono cresciuta dentro un brainstorming

Sono nata in una famiglia geniale, e lo intendo nel senso preciso che uso in tutto il sito: la dotazione di partenza di cui parlo nella pagina sulla genialità. A casa mia le idee arrivavano a raffica, e per anni ho creduto che tutte le case funzionassero così.

Io ero la bambina che funzionava in un altro modo. Oggi si direbbe neurodivergente; all’epoca c’erano i voti, il ritmo della classe, il tempo che gli altri impiegavano a fare una cosa e il tempo che impiegavo io. Per tutti gli anni di scuola sono stata un’alunna sul confine della mediocrità.

Intanto, a casa, avevo un posto in prima fila.

Da quegli anni mi restano due cose, e sono le fondamenta del mio lavoro. Il genio ha delle condizioni, e quelle condizioni si possono costruire. E una misura tarata male può tenere invisibile una dote per moltissimo tempo.

Più una domanda, che mi accompagna da allora: come nasce un’idea, e come si propaga da una testa all’altra.

Il mestiere

Il brainstorming continuo sono andata a cercarlo nelle agenzie di pubblicità. Per una questione di scala — Genova ha agenzie che altrove si chiamerebbero studi — ho lavorato soprattutto nel design e nella comunicazione visiva: identità, marchi, packaging, editoria. Prima come art director, poi da freelance. In tutto, oltre trent’anni.

Si è rivelato l’apprendistato giusto. Dare forma visibile al pensiero di qualcun altro richiede una cosa sola, ripetuta per anni: ascoltare una persona abbastanza a lungo perché dica la cosa che ancora non sapeva di sapere.

È lo stesso gesto che faccio adesso. Cambia il materiale.

Una ricerca lunga

La prima traccia scritta è la mia tesi di maturità, nel 1991, che già metteva in relazione il pensiero e le idee con il movimento naturale del corpo. Avevo diciannove anni e gli strumenti di allora, ma la domanda era quella giusta.

Da lì ho continuato a studiare per conto mio: le neuroscienze e quello che dicono sul momento in cui un’intuizione si forma, le dinamiche del pensiero generativo, la meditazione e la mindfulness, l’arteterapia. Vent’anni fa i pezzi si sono ricomposti in un metodo, con una sequenza e una logica: allenare la meraviglia per aumentare la frequenza dei lampi di genio e la capacità di trattenerli.

L’ho tenuto per me, e ha continuato a lavorare lo stesso — con i clienti, nelle classi, a casa. Mancava la decisione di farne un mestiere dichiarato, con un luogo, un nome e un prezzo.

Insegnante

In ogni classe ci sono alunni sul confine della mediocrità. Lavorare con loro mi permette di rispecchiarmi, e di costruire strumenti tarati sulle strade che percorrono davvero.

È il motivo per cui lavoro sull’accesso alla genialità invece che sulla dotazione: quel confine l’ho attraversato da entrambi i lati.

Comburente

Nel maggio 2025 ho aperto Doidè — L’Atelier della genialità, a Genova. Uno spazio dove si gioca molto seriamente, e dove le intuizioni piccole trovano posto accanto a quelle grandi.

Il giorno in cui ho capito che quel luogo doveva esistere, stavo guardando mia figlia di due anni ignorare una sala piena di giochi costosi per innamorarsi di una riga gialla dipinta sul pavimento.

Lì dentro, negli eventi, e ogni mattina negli audio di Risveglia il Genio, faccio da comburente: porto la meraviglia, che è la condizione perché il lampo di genio trovi il passaggio.

Perché aMorkyo

Il mio cognome è sempre stato un enigma per chi parla altre lingue. Un giorno mi sono chiesta come scriverlo per renderlo pronunciabile da chiunque, e una mia amica interprete mi ha risposto in poche ore: MORKYO, così funziona.

Sono andata a cercare quel KYO comparso per magia nel mio cognome. In cinese quel carattere indica l’ordito, la parte della trama che dà vita e unicità al tessuto finito. Nella cultura buddista KYO è il suono attraverso cui si esprime una legge, la parola detta ad alta voce che porta una verità.

L’ordito e il suono. Le immagini e le parole. Il mio mestiere per intero, nascosto dentro un errore di pronuncia.

Firmo aMorkyo quando faccio da comburente, Anna Morchio quando faccio la designer.

Dove mi trovi

Atelier Doidè, Genova. Scrivimi a amorchio@gmail.com o chiamami al +39 347 408 3070.

Dicono di me

5,0su Google · 12 recensioni
  • A settembre 2025, come partito e come coalizione politica, assieme ad associazioni del territorio, abbiamo voluto promuovere una giornata di brainstorming di quartiere sull’immaginare la Piazza del quartiere che l’Amministrazione Comunale ha scelto di pedonalizzare. Avevamo bisogno quindi di una professionista e ci siamo rivolti ad Anna Morchio che, ascoltate le nostre esigenze, ci ha prospettato una soluzione di evento, proposta coinvolgente per tutte le età che frequentano la Piazza, capace di essere accattivante sia per bambini sia per adulti.

    La risposta di chi era in Piazza quel giorno è stata ottima, sentendosi coinvolta nel suo complesso, ingaggiata con proposte differenti tutte egualmente coinvolgenti. L’evento in sé ha poi anche permesso a noi di registrare le preferenze di utilizzo futuro e le richieste emergenti da chi la piazza vive tutti i giorni tutto l’anno.

    Edoardo Marangoni — consigliere comunale

  • Le capacità professionali di Anna vanno ben oltre la competenza tecnica del designer e la ricchezza di fantasia: comprendono la sintonia con il cliente e la perfetta adesione con le aspettative spesso visionarie del committente stesso. Tutto questo porta un bel rapporto di amicizia che si instaura inevitabilmente!

    Marina Peirano — Creuza de Mä

  • Le varie proposte mi hanno aiutata a soffermarmi su me stessa e riscoprire il senso della meraviglia nelle piccole cose.

    Chiara Lercari — docente di educazione motoria

  • Questi spazi di genialità mi hanno dato modo di ascoltarmi; ho ricominciato a suonare la chitarra! Ho ricominciato a ballare da sola a casa! Per me è stato prezioso perché mi ha aiutato a stare su di me dopo un lungo periodo di disconnessione.

    Gloria Notore — educatrice