Genialità
Accesso alla genialità
Il lampo di genio, la meraviglia che lo lascia passare, e cosa si può davvero allenare.
Che cos'è la genialità
La genialità è un territorio. Esiste, si misura, e appartiene ad alcune persone come dotazione di partenza: una mente che tiene insieme più variabili, più in fretta, più a lungo. È un dato di fatto, e come tutti i dati di fatto merita di essere chiamato con il suo nome.
Poi c’è un’altra cosa, che riguarda tutti quanti. Sono i lampi di genio: gli istanti in cui una mente qualsiasi entra in quel territorio e ne vede la forma. L’idea che arriva sotto la doccia. La soluzione che compare mentre stai facendo altro. Il collegamento tra due cose lontanissime che nessuno aveva ancora fatto.
Il lampo dura pochissimo e illumina moltissimo. E su di lui, a differenza del territorio, si può lavorare.
Il lampo e il paesaggio
Un lampo notturno illumina un paesaggio che c’era anche prima, e lo mostra intero per una frazione di secondo. Il paesaggio è la genialità. Il lampo è l’attimo in cui ti è concesso vederlo.
Chi vede quel paesaggio due volte l’anno lo ricorda come un’impressione confusa. Chi lo vede spesso, e ogni volta ne annota un pezzo, dopo qualche anno sa muoversi in un territorio in cui non abita.
Il mio lavoro riguarda tre cose: quanti lampi arrivano, quanti ne riconosci mentre accadono, quanto ne resta dopo. Questo chiamo accesso alla genialità.
La meraviglia
La meraviglia è quello che succede quando qualcosa scavalca le categorie con cui stavi ordinando il mondo. Per un istante la mente resta senza classificazione disponibile — e in quell’istante il lampo trova il passaggio aperto.
È il motivo per cui i lampi arrivano in bicicletta, in doccia, in viaggio, in mezzo a una lingua che non conosci, davanti a un oggetto che non sai a cosa serva. Situazioni diverse fra loro con una cosa in comune: stavi guardando qualcosa senza sapere già cosa fosse.
La meraviglia si allena. Si allena con il corpo, con i sensi, con il gioco, con l’errore, con la distanza tra due cose che non stanno mai insieme. Da vent’anni costruisco esercizi che fanno esattamente questo — e da vent’anni verifico che funzionano su persone di ogni età.
La meraviglia è il comburente. Il fuoco resta tuo.
Su cosa lavoro
Lavoro su un terreno solo, e lo dichiaro con precisione: la frequenza dei tuoi lampi di genio, la capacità di riconoscerli mentre accadono, e quanto ne resta il giorno dopo. Su questo ho vent’anni di verifiche e risultati che si vedono in poche settimane.
Il quoziente intellettivo appartiene a un’altra conversazione, e la lascio a chi la misura di mestiere. Preferisco promettere una cosa che posso mantenere.
Cinque modi di allenare la meraviglia
- RaccogliereAccumulare materiale eterogeneo senza uno scopo apparente.
- DistanziareMettere insieme cose che stanno lontane. Rodari, il binomio fantastico.
- IncarnarePensare con le mani e con il corpo. Munari, Tagliaferri, Montessori.
- DeviareUscire dal percorso abituale. de Bono.
- SostenereRestare dentro un’attività al limite fra noia e ansia. Csikszentmihalyi.

